Stampa

Il gioco e la musica nella didattica e nell'apprendimento infantile

Autore: Barbara D'Agostino

Da un anno a questa parte insegno Italiano in una scuola primaria bilingue (italo-inglese).
I bambini parlano inglese tutto il giorno tranne che durante le ore di Italiano. Queste ultime rappresentano circa il 20% del carico didattico dei bambini.
Tale modello didattico e pedagogico presenta non poche prove da superare per un bimbo di quest’età. Ecco che il deficit di attenzione risulta una problematica quotidiana da affrontare in classe.
Dopo 20 minuti di “rompighiaggio”, ovvero l’arco di tempo in cui si inizia la lezione, si crea un clima positivo, si introduce l’attività e la classe spesso tende a creare “confusione”.
La maggior parte degli alunni parla, si distrae, gioca con figurine, libri, righelli,  cadono matite a catena… non c’è modo di continuare la lezione.

 

Naturalmente, da insegnante mi metto sempre in discussione: indago se nel mio metodo d’insegnamento c’è qualcosa che non funziona e impedisce ai bambini di rimanere attenti. Ogni gruppo classe del resto ha bisogno di approcci diversi tra loro, non si può essere rigidi. Bisognerebbe poter GIOCARE anche mentre si fa didattica.
Nel giro di qualche mese quindi, ho sperimentato un gioco basato sul ritmo musicale per  creare una specie di “break”, pausa, nelle menti dei bimbi.
Ho pensato che avessero bisogno di qualcosa di appagante per ritornare concentrati, (come un momento creativo); d’altronde il loro messaggio è: “ Noi stiamo a scuola tutto il giorno, facciamo compiti e studiamo, siamo stanchi e annoiati. Dacci qualcosa di bello da fare”. I bambini non sono MAI stanchi di giocare….
Durante il deficit di attenzione, io batto le mani  “suonando” un ritmo e dico ad alta voce con chiara intenzione giocosa: “ripetetelo”, i bambini lo ripetono e prima che finiscano ne penso un altro e lo batto con le mani, (in genere diverso per accento e durata)loro ripetono, e poi un altro…..
Qualcuno non riesce, o sbaglia, c’è un suono che scappa di troppo, qualcuno è timido… lo scopo è che tutti battano le mani a tempo ripetendo esattamente quello che ha fatto la maestra (direttore d’orchestra).
In 2 - 3 minuti si ripristinano attenzione, divertimento, gioco, unione di gruppo. Una vera piccola orchestra di mani nel bel mezzo di una lezione d’Italiano.
Questo gioco oggi è atteso dai bambini, ma sanno benissimo che se avviene è perché stanno “uscendo dal tracciato” e non stanno rispettando le regole della lezione. Ad ogni modo, è la maniera più divertente ed interessante che abbia mai sperimentato per ricreare la concentrazione in un gruppo di bimbi.
A conclusione di una serie d’osservazioni e lezioni, ho potuto confermare che il “gioco” durante la didattica non fa che agevolare le condizioni di apprendimento anche del gruppo più vivace, inoltre, il “gioco” inserito in momenti didattici permette alla classe di appassionarsi al contesto scuola, creando oltretutto un “desiderio continuativo”. In altre parole, il gruppo si appassiona e non chiude i libri sperando che Italiano, o qualsiasi altra lezione, non si presenti mai più, ma aspetta con curiosità la lezione successiva.
La Musica, il Ritmo, o la Drammatizzazione sono mezzi propedeutici e “luoghi creativi” in cui lo studente può ritrovare se stesso e il piacere di “essere lì”.

 

 

Barbara D'Agostino

Insegnante e musicista

Questo sito utilizza i cookie darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità. Continuando a navigare in questo sito, concordi con l'utilizzo dei cookie. Scopri di più sui cookie nella pagina informativa.