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L'impossibilità dell'amore di coppia

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Amici, amiche, analizzanti donne e uomini lamentano sofferenze nell'amare ed essere amati. Le aspettative sono sempre speciali, e, va da sé, che ciò che si presentifica sia spesso deludente.

Si giocano “partite a scacchi” e sembra che l'uno verso l'altra e viceversa colgano il partner nel punto di fragilità, per incidere, ai bordi dell'offesa, psichicamente, s'intende.

Ognuno proietta sull'altro i fantasmi, le esperienze edipiche, gli scenari del teatro familiare.

L'innamoramento è una malattia, diceva Freud, e aggiungerei bellissima, dalla quale dopo un po' è bene guarire. Spesso si attribuisce all'altro quel tratto di sé che si desidera avere e che non si trova nel racconto personale, ma che affascina.

Non si vive senza amore, ma questa parola, intorno alla quale sono stati scritti numerosi saggi e romanzi, suggerisce una certa impossibilità dell'amore di coppia per come si tende a idealizzarlo.

Un romanzo raffinatissimo di Romain Gary parla di un incontro fulmineo tra un uomo, Michel e una donna, Lydia, che passano insieme un giorno e una notte, in cui cercano di superare i loro dolori aggrappandosi uno all'altra. La scrittura suggerisce la drammaticità che ogni uomo vive nel cercare amore, ma anche nel non tollerare l'amore che incontra.

Alcuni passi siano preziosa riflessione per ognuno di noi.

Così lui vede Lydia: “Tra le sopracciglia diritte portava una ruga profonda allo stesso modo in cui un uccello porta il proprio corpo... Quando sorrideva affiorava una vita completamente diversa: doveva essere stata a lungo felice... Finalmente le sue labbra mi concessero un po' di allegria... Era biondissima... L'allegria amava le sue labbra e non se ne voleva mai andare”. E in quest'ultima descrizione sta associando Lydia a sua moglie appena morta.

Lui si presenta dicendo di sé: “Nella mia vita ho conosciuto tante di quelle donne da poter dire di essere sempre stato solo. Troppo è uguale a nessuno.” Questa è l'immagine che offre di sé fisicamente: “I miei abiti erano sparsi sul tappeto e cominciai a riempirli. Naturalmente appena terminato di fare l'amore mi cacciai in tasca la cravatta è sempre da cafoni riannodarsela dopo”. Michel cerca di convincere Lydia a procedere nel loro incontro, nonostante una giornata intima, si danno ancora dellei: “Potremmo anche fallire lei e io: so che è difficile costruire un transatlantico con i relitti di due naufragi. Allora, poniamo che lei abbia raccolto per strada un uomo privo di conoscenza. Che l'abbia aiutato a superare la notte e l'indomani l'abbia lasciato, perché nessuno è tenuto a fare l'impossibile. Eppure non credo che lei manchi a tal punto di debolezza e disperazione.

D'accordo, ci sono degli infermi che si sentono completi senza una donna, e delle mutilate che si sentono complete senza un uomo. Questo significa soltanto che siamo capaci di tutto, cosa che sapevamo già prima di Hitler. E non le sto dicendo che non si possa vivere senza amore: si può, ed è proprio questa la porcheria. Gli organi continuano a garantire un buon funzionamento fisiologico, e il simulacro può resistere a lungo, fino a quando il cadavere diventa legittimo per cessata attività. Si può anche cercare rifugio e oblio nel sesso e vivere di fermate d'autobus. Su, lo dica: ‘Poverino sono due notti che non dorme, delira’. Dia prova di prudenza, è sempre una buona scusa. Oppure parta con me domani. Non faccia la sciocchezza di perdersi qualcosa per eccesso di esperienza. Parta con me, dia una possibilità all'impossibile. Non ha idea di quanto l'impossibile non ne possa più e a che punto abbia bisogno di noi”. Lei osservava con benevolenza questo credente stralunato, seduto sulla panca di un ascensore fermo tra due piani.

“Anch'io so vivere di espedienti, Michel. Perciò stanotte siamo insieme. Ma sottovalutiamo terribilmente la durata dell'effimero. Ho i capelli bianchi e questo mi ha insegnato a smettere di chiedere anni alle ore. Parta da solo per Caracas, domani, e comincerò a credere agli incontri.”

 

Dott.ssa Mariapia Bobbioni

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