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La concezione del trauma reale e quella del trauma fantasmatico: confronti, analogie, differenze

Scritto da Dott. Simone Bonfanti.

All'interno di una cornice psicoanalitica classica, il trauma psichico è inquadrato come un evento improvviso e/o non atteso. L'elaborazione di tale evento è resa difficoltosa o impossibile proprio dall'intensità dell'evento stesso. Il trauma ha effetti patogeni duraturi all'interno dell'organizzazione psichica del soggetto. In questo elaborato si cercherà di analizzare il concetto di trauma a partire dalle prime teorizzazioni sul trauma reale postulate da Charcot, e successivamente riprese da Breuer e Freud, per passare poi all'elaborazione e all'evoluzione che tale concetto ha avuto all'interno della teoria freudiana.

Quando si parla di trauma in campo psicanalitico ci si rifà gioco forza alle prime teorizzazioni sull'isteria, e come a partire da queste si sia poi arrivati a concettualizzare in modo diverso questo tipo di stato mentale. Vale la pena definire come, prima di Charcot, fosse inquadrato tale fenomeno:

  1. l'isteria è un'irritazione degli organi sessuali femminili da curarsi con pressione delle ovaie, impacchi di ghiaccio e interventi chirurgici sulla clitoride;

  2. l'isteria è immaginaria, è una finzione delle donne;

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Il viso specchio della parola

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Un gesto quotidiano, alzarsi, guardarsi allo specchio per cercare qualcosa di noi, l'imprendibile. L’occhio cade su una smorfia inedita, prodotto forse recente di un episodio al quale non era stata data importanza. L'affanno di ritrovare quella luce indice di buona salute, quel lemma che fa parte di un lexicon che garantirebbe il chi sono.

Calvino nelle 5 lezioni americane sulla molteplicità osserva:"Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d'esperienza, d'informazioni, di letture d'immaginazioni? Ogni vita è un'enciclopedia" i.

Ogni volto è una enciclopedia, un prezioso contenitore di parole, e dunque sentimenti in movimento, mai così definibili e catturabili, sorta di sorprese, lapsus, motti di spirito inquadrati da tensioni muscolari, pieghe della peIle, pieghe, come direbbe Deleuse che spiegano; "poiché piegare non si contrappone a spiegare, abbiamo tendere - distendere, contrarre e dilatare; comprimere, esplodere"ii. II volto è tutto questo: una superficie, appunto, in movimento.

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A quale categoria diagnostica appartengo?

Scritto da Dott. Mattia Zanin.

La categorizzazione delle diverse patologie psichiche risponde innanzitutto all'esigenza della comunità scientifica di formulare delle convenzioni diagnostiche, in grado di permettere la comunicazione fra gli esperti e lo stesso progredire della ricerca.
I metodi per giungere ad una diagnosi sono da sempre terreno di dibattito e concernono vari aspetti del vivere sociale e della medicina, dall'efficacia degli interventi clinici alla validità del discorso scientifico sottostante, alla biopolitica.
La globalizzazione delle istituzioni, l'esigenza di trovare un linguaggio condiviso, annessi all'informatizzazione del sapere, hanno portato alla stesura di codici condivisi, più o meno imposti, quali il DSM e l'ICD.
Il dibattito metodologico verte soprattutto su alcuni concetti come la validità e l’attendibilità, sistema categoriale o sistema dimensionale, sistema monotetico o sistema politetico, ecc.

Ciò su cui vorrei però attirare l'attenzione riguarda “l'uso” che spesso i pazienti e le persone in generale fanno delle classificazioni diagnostiche, in risposta ad un bisogno di riconoscimento che rimanda dunque ad una funzione identitaria di tali classificazioni. Che rimanda ad un "fare gruppo".
Uso delle classificazioni da parte della comunità scientifica e “uso” delle classificazioni da parte dei pazienti sono due pratiche ben distinte ma che si incontrano nella cura.

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L'impossibilità dell'amore di coppia

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Amici, amiche, analizzanti donne e uomini lamentano sofferenze nell'amare ed essere amati. Le aspettative sono sempre speciali, e, va da sé, che ciò che si presentifica sia spesso deludente.

Si giocano “partite a scacchi” e sembra che l'uno verso l'altra e viceversa colgano il partner nel punto di fragilità, per incidere, ai bordi dell'offesa, psichicamente, s'intende.

Ognuno proietta sull'altro i fantasmi, le esperienze edipiche, gli scenari del teatro familiare.

L'innamoramento è una malattia, diceva Freud, e aggiungerei bellissima, dalla quale dopo un po' è bene guarire. Spesso si attribuisce all'altro quel tratto di sé che si desidera avere e che non si trova nel racconto personale, ma che affascina.

Non si vive senza amore, ma questa parola, intorno alla quale sono stati scritti numerosi saggi e romanzi, suggerisce una certa impossibilità dell'amore di coppia per come si tende a idealizzarlo.

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Dai neutrini alla musica delle sfere

Scritto da Redazione.

Autore: Gian Paolo Galasi

Ho iniziato a intervistare alcuni musicisti Americani lo scorso anno1, lavorando nello stesso tempo su alcuni testi – la mia bibliografia è irrimediabilmente in progress - per recuperare una prospettiva su certi temi e figure che hanno segnato l’evoluzione storica di alcuni movimenti artistici. Nello stesso periodo, avevo iniziato a studiare il buddismo tibetano con un lama e a gettare un occhio qui e là nel mondo delle filosofie orientali2. Il mio percorso non è sicuramente unico, da questo punto di vista, ma nell’attraversarlo mi sono reso conto sempre di più di due cose.

La prima è che non è possibile ignorare certi sviluppi e certe scelte come poco attinenti al materiale trattato – non si tratta di un contorno, la seconda è che quegli stessi elementi, spesso giocati in chiave New Age, in realtà sono stati colonna portante di un discorso di esplorazione artistica e esistenziale – di consapevolezza – che mostrano quanto, nel nostro mondo occidentale, certe opposizioni siano ancora troppo sbilanciate e influenzino certe scelte in maniera troppo spesso o ancora troppo esclusivamente binaria. In termini freudiani quindi, di ‘sacrificio’ – che è tra l’altro una mistificazione.

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Togli l'attesa dal desiderio

Scritto da Dott.ssa Monica Luchi.

carte di creditoTake the waiting out of wanting (Togli l’attesa dal desiderio”)

(Slogan di una vecchia campagna pubblicitaria Americana per il lancio delle carte di credito)

Quella in cui stiamo vivendo è un’epoca di svolta. E’ sempre piuttosto difficile parlare del contemporaneo, eppure rischioso, anche se certamente sarà dei posteri l’ardua sentenza, come scrisse il Manzoni a proposito della gloria di Napoleone, provo ad arrischiarmi su questo terreno scivoloso che sono le parole del presente come giungono nello studio di uno psicoanalista. Sperando ovviamente di essere contraddetta, confermata o arricchita dall’intervento di altri colleghi.
Le parole che giungono sono: cambiamento necessario, crisi strutturale, crisi di sistema, crisi del credito e crisi dei mercati, recessione, default, piano di aiuti, governo tecnico, ripagare il debito, fondi di salvataggio, “tsunami finanziario”, debito pubblico, ecc..

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Cosa favorisce l'ansia?

Scritto da Dott. Marco Telesca.

Una cosa che accomuna tutte le persone è provare sentimenti e stati d'animo e uno dei più comuni è l'ansia. L'ansia non si manifesta allo stesso modo per tutti, alcune persone provano agitazione in alcuni momenti o in particolari situazioni, altre sono appesantite da un forte stato d'animo ansioso che le accompagna tutta la giornata, dove l'unico momento di respiro è quando si dorme.

Un'altra caratteristica di questo sentimento è la sua origine, per ogni persona è diversa, può provenire dal profondo dell'anima o da una recente situazione che ha lasciato il segno, e indipendentemente da questo l'intensità dell'ansia può essere molto forte o solo un leggero sottofondo che si fa sentire appena. La paura e l'ansia sono dei segnali di allarme che qualcosa è cambiato, che c'è qualcosa che non va e che qualcosa è fuori posto o sta per cambiare. La presenza di questi sentimenti non è un problema, il disagio incomincia quando si supera quella sottile ma importante linea che divide un sentimento molto forte da uno stato d'animo eccessivamente forte, patologico.

Esistono una serie di elementi comuni che giocano un ruolo decisivo e che sono presenti in modo più o meno importante in tutte le persone. Questi elementi rappresentano le modalità di pensiero e di comportamento che favoriscono, generano e mantengono lo stato di ansia in una persona.

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Un manifesto etico per le modelle?

Scritto da Dott.ssa Adriana Giotta.

Le giovani modelle, in assenza di controllo da parte dei genitori possono facilmente perdersi in sregolatezze pericolose inconsapevoli dei rischi e delle conseguenze delle loro azioni perché troppo giovani per comprendere.
Le ragazze cominciano a svolgere la professione di modella attorno ai 16 anni di età, in piena adolescenza, una fase del ciclo di vita di grandi trasformazioni che spinge alla ricerca di nuovi modelli di riferimento, al desiderio di rompere con tutto ciò che infantilizza (Onnis), di liberarsi del controllo degli adulti sulla propria vita alla ricerca di autonomia e di una definizione del sé. Il sentimento di onnipotenza legato all’età, alla natura di questa professione, all’esperienza della nuova situazione, alla novità del lavoro, alla libertà, all’aspetto fisico attraente, alle attenzioni ricevute, possono far perdere di vista il senso di realtà e di umiltà e condurre la ragazza verso situazioni pericolose ed abitudini dannose.

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Cosa accade se guarisco?

Scritto da Dott.ssa Monica Luchi.

Immagine tratta da "Carnage", di R. PolanskyCapita spesso di ascoltare racconti di vite che si riducono a territori sempre più piccoli e più controllati, senza progetti, senza obiettivi e senza inoltre incantamenti.
Vite che si trascinano  e si esauriscono nella puntualizzazione e, appunto nel controllo di dettagli, a prima vista insignificanti: il minimo.
Misurazioni da orafi delle grammature e osservazioni da astronomo dei pulviscoli che ruotano attorno ad un raggio di luce. Tutto questo accade senza immaginazione1, come se l’immaginario in cui si rifugiano rivendicasse autonomia dalla realtà e dal mondo dei simboli.
-“Riesco a guidare su strade comunali, statali e provinciali, ma l’autostrada no! Sono anni ormai che la evito, anche se guida mio marito mi manca l’aria, il cuore batte velocissimo e rischio il collasso”.

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La patologia narcisistica in psichiatria e in psicoanalisi. Evoluzione del concetto e teoria psicoanalitica

Scritto da Dott. Simone Bonfanti.

In questo elaborato è mia intenzione evidenziare alcune questioni legate al concetto di narcisismo. Tale concetto, molto usato in psicoanalisi, si rifà al mito di Narciso, il quale si innamorò della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua. Una volta accortosi che l'immagine riflessa nello specchio d'acqua era la sua, e che quindi l'oggetto del suo amore era irraggiungibile, Narciso si lasciò morire. Il narcisismo ha subito molte evoluzioni all'interno della teoria psicoanalitica. Una rassegna dei più importanti contributi apportati a  questo concetto permetterà di avere un’idea più chiara di come il narcisismo sia stato inquadrato nel corso del tempo. Inizierò partendo dalle teorizzazioni Freudiane, per passare poi a quelle di Kohut e Kernberg. Farò un breve confronto fra queste ultime due teorie per finire con l'inquadramento del Disturbo di personalità Narcisistico dal punto di vista psichiatrico.

  1. Freud e il narcisismo
  2. Il narcisismo nella teoria Khoutiana
  3. Il narcisismo nella teoria di Kernberg
  4. Confronto fra le due teorie
  5. Il disturbo di personalità narcisistico in psichiatria
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La psicologia come gestione sociale del disagio

Scritto da Dott. Giancarlo Ricci.

Penso sia urgente, in quest’epoca in cui varie forme di psicologie hanno invaso e informato ogni settore della vita sociale, proporre alcune riflessioni. La parola psicologia, nelle sue disparate applicazioni, fa capolino nella nostra recente modernità, fino a risultare trionfante nella contemporaneità. Per situare bene la genesi di questo termine collocandolo in una prospettiva sociale, storica e politica, bisogna ritornare a qualcosa che accade tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 in Germania all'interno del regime nazionalsocialista. Si tratta del sorgere di un Istituto di Psicologia promosso e sostenuto dal cugino del famoso gerarca nazista Göring. Sul presupposto della razza ariana, quindi una razza perfetta, esente da tare, l’ideologia nazista è costretta a tagliar corto con la tradizione della psichiatria organicista che si basava sull’ereditarietà. Quindi è costretta a riconoscere un valore positivo all’istanza psicologica e psichica. Il regime nazista tra il ‘39 e il ‘42 finanzia e sostiene l'Istituto Göring: una serie di consultori, attività articolate di formazione, terapia e cura “psicologica” fortemente situate in una prospettiva sociale. Tutto ciò è documentato nel libro di Geoffrey Cocks, Psicoterapia nel Terzo Reich (Bollati Boringhieri), testo che pare dimenticato.

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