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L'incontro con la tanto spaventosa vecchiaia

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

“Un mese e mezzo dopo, mentre si aspettava di ora in ora di conoscere i risultati dei primi colloqui tra Chamberlain e Hitler, la signora Florent, sporgendosi dalla finestra,teneva d'occhio la cancellata che circondava il parco dei Burgères. Aveva fatto recapitare a Rose un breve messaggio: “ Devo parlarle, mia cara. Si faccia coraggio e abbia fede”. Il pericolo-quando sono altri a percepirlo, lungi dall'angosciare una persona anziana, la mette al contrario in uno stato di grande eccitazione, la rinvigorisce. Probabilmente perché sente di non esser la sola ad avere la morte alle calcagna: tra lei e il resto del mondo si è stabilita una specie di uguaglianza”. Dice Irene Nemirosky ne I Doni della Vita, Adelphy, Milano 2009. Queste parole  offrono  grande verità e suggeriscono una delle possibili opportunità per osservare l'altro lato degli anni che passano. Mi hanno aperto la strada per queste riflessioni:

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La rimozione del tragico e la perdita del racconto soggettivo

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Il ritratto di Dorian GrayIn un'epoca in cui ci si affanna per parlare di stile è evidente la mancanza di questo nel soggetto che vive la scena del suo tempo. Naturalmente per stile s'intende ciò che Lacan suggeriva come “l'uomo, l'uomo cui ci si rivolge”, inserendo il concetto di relazione e non di chiusura narcisistica malata. Il Disagio della Civiltà ha offerto una lettura fine e attenta, decisamente attuale di questo aspetto.

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Falsi ricordi - Percezioni soggettive di fatti 'reali'

Scritto da Dott.ssa Gina di Cataldo.

Scena dal film "Blow Up" di Antonioni“Dal fatto che a me – o a tutti – sembri così, non segue che sia così”….  “Esistono però  ben determinati di casi, in cui dico a ragione che non posso sbagliarmi……", "Ma anche se in casi del genere non posso sbagliarmi – non è possibile che io sia sotto narcosi?"…  (Wittgenstein. p. 110).

E’ strabiliante come la realtà sia fluida, oscurata e mascherata da letture di fatti che adattiamo  alle nostre aspettative  consce o inconsce.  Meccanismi psichici di spostamento, distorsione, sovrapposizione ed altri finiscono per costruire sui dati oggettivi un racconto talmente soggettivo da apparire infallibilmente diverso dalla realtà, dunque falso.

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Ricordare è pericoloso?

Scritto da Dott.ssa Monica Luchi.

“Ricordare il passato può dare origine ad
intuizioni pericolose e la società stabilita   
sembra temere i contenuti sovversivi della
memoria”
Herbert Marcuse

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La moda nella donna. Un'etica estetica?

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Nel momento storico che attraversiamo sembra che la donna, figura che noi sappiamo complessa, creatura trasformabile, come anche la mitologia propone, e dunque curiosa dei saperi e dei linguaggi, si trova spesso costretta in una posizione soggettiva in cui il potere piuttosto che la potenza la riguarda, con esiti di soddisfazione alquanto discutibili.


La dimensione del visivo relativa all'abito, all'oggetto che circonda il quotidiano, sia in uno scenario pubblico sia privato, consente una lettura interessante dell'etica soggettiva. La moda è segno di un fenomeno. Desidererei proporre una piccola riflessione che riguarda la donna-velina, attraverso un “fenomeno moda” , voluto dal mercato e dai mass-media, e la lettura della donna comune, quella della strada.

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Il disagio del tempo libero

Scritto da Dott. Marco Telesca.

Edward Hopper - "Hotel Room"Nel normale corso della giornata tutti aneliamo i famosi e importanti “cinque minuti“, tutti per noi. Siamo sempre di corsa, impegnati e concentrati sul nostro lavoro o verso impegni che richiedono tempo ed energie. Spesso non riusciamo a ritagliarci un po' di tempo durante l'arco della giornata. Aspettiamo il fine settimana per occuparci dei nostri hobby, dei lavori in casa o di tutto ciò che ci piace e che durante la settimana non possiamo fare.

Questo è quello che succede per molte persone, ma ce ne sono altre che, a causa del loro disagio interiore, non possono o non sono pronte a occuparsi del lavoro e delle faccende che caratterizzano la quotidianità, non riescono sopraffatti da un “mare di ansia” in cui hanno paura di annegare appena sono costretti a prendersi delle responsabilità anche piccole, ad esempio fare la spesa o pagare le bollette alla posta.

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L'abito sessuato

Scritto da Dott.ssa Mariapia Bobbioni.

Audrey HepburnLa storia della donna assume una forza speciale quando la si osserva attraverso lo sguardo su corpo nudo e vestito. La trasformazione, significante per la figura femminile, si inscrive in mutazioni stilistiche che parlano di un cambiamento in ambito sociale e culturale.
Quando ai primi del '900 la figura femminile rinunciò al busto, grazie all'ideazione del grande sarto francese Poiret, del semplice tubino, la donna aprì una nuova epoca di pensiero sul mondo e su se stessa. Aveva dato ragione alle lotte degli Illuministi Diderot Dalambert, i quali ritenevano il busto una crudeltà inutile, poiché imponeva al corpo posizioni errate, causando molteplici malattie, e perché allontanava ogni idea di flessuosità, che si è ritrovata poi nella donne di Ertè e in tutta la cultura delle Avanguardie Storiche.

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Il disagio della contemporaneità

Scritto da Dott. Giancarlo Ricci.

Alcune pagine di Giorgio Agamben nel suo saggio Nudità (Nottetempo, 2009), si soffermano sul tema della contemporaneità. Tema mai così attuale, perché avvertiamo con inquietudine ciò che sta accadendo in queste settimane sulla scena politica, sociale, economica. Gli orizzonti del futuro sembrano improvvisamente mutati. Che cosa sta accadendo? In effetti avvertiamo una sfasatura, un anacronismo, una discrepanza tra ciò che riteniamo il passato e ciò che accade, giorno dopo giorno.

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La non naturalità del sesso

Scritto da Dott. Marco Focchi.

Brigitte Bardot e Michel PiccoliNel nostro lessico, che a volte rischia un po’ di essere anche il nostro idioletto, abbiamo il particolare termine di “sessuazione”, che indica la ripartizione del genere umano tra maschile e femminile. E’ un neologismo con cui Lacan esprime l’idea che il sesso non è semplicemente quello a cui siamo destinati dalla biologia. Si tratta di una nozione molare della scoperta freudiana: il sesso in cui una persona vive la propria sessualità non è vincolato dai dati anatomici di partenza, non è destinato dall’organismo che il soggetto abita e, per questo motivo, possiamo dire, in un certo senso, che per l’essere umano esiste una scelta sessuale.

Parlare di sessuazione è un modo di esprimere l’idea che il sesso non è un dato biologico ma implica una scelta.

In questo, se ci si riflette, c’è una presa di posizione metafisica di fondo: c’è una definizione di uomo molto diversa da quella aristotelica consegnataci dalla tradizione. Per Aristotele l’uomo è l’animale che ha il linguaggio.  Per Freud l’uomo è l’essere che può scegliere la propria appartenenza sessuale.

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Sperimentando l'Arteterapia - Stefania

Scritto da Redazione.

Un estratto delle composizioni prodotte da Stefania durante il corso di Arteterapia tenuto presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, 2010/2011.

Temi: l'identità e l'altro

 

IDENTITA'

 

Nell'esecuzione del primo elaborato riguardo il tema proposto, e cioè "identità" ho trovato utile il soffermarmi sull'origine della parola, sul suo significato effettivo e su cosa questo termine rappresenti esattamente per me, tramite una sorta di mappa concettuale.

Tale mappa ha dato vita ad una serie di parole alle quali poi mi sono attenuta per la realizzazione dell'oggetto finale, e cioè:

 

identità = convivenza di opposti = confusione = sconforto = non si può che salire = forza = luce = sole = guarigione = equilibrio.

 

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CsO - Re:Mixed:Genet / The voice of chunk

Scritto da Redazione.

Autore: Gian Paolo Galasi

 

(Demetrio Stratos - Antonin Artaud)

 

Questa occupazione dava un senso alla sua vita. Poiché ogni gesto era perfetto, che lo facesse con uno straccio sporco d'olio o una chiave inglese. Ogni atteggiamento era bello. Accovacciato sui polpacci o facendo girare, chino, la ruota libera, Gil si trasfigurava. Raggiava della precisione e della delicatezza di ogni movimento. Quello che doveva restare nell'inconscio collettivo come un ibrido mostro tra umano e ferino, diviso tra la selva e la città - il lupo mannaro - è, dunque, in origine la figura di colui che è stato bandito dalla comunità. Che egli sia definito uomo-lupo e non semplicemente lupo (l'espressione caput lupinum ha la forma di uno statuto giuridico) è qui decisivo. La vita del bandito - come quella dell'uomo sacro - non è un pezzo di natura ferina senz'alcuna relazione col diritto e con la città; è, invece, una soglia di indifferenza e di passaggio fra l'animale e l'uomo, la phyìsis e il nòmos, l'esclusione e l'inclusione: loup garou, lupo mannaro, appunto, né uomo né belva, che abita paradossalmente entrambi i mondi senza appartenere a nessuno.

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