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Lewitt e Soutter: Il Concetto e l'Inconscio - Parte seconda

Scritto da Redazione.

PARTE II:    Louis Soutter: L'inconscio nell'Arte

Disegni decorativi / Le Demoiselles / La danza / La passione / Conclusione su Soutter

 

Estratto dalla tesi di laurea di Fabrizio Basagni - Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, 2010.

Titolo: LEWITT E SOUTTER: IL CONCETTO E L’INCONSCIO (RAGIONE, VOLONTA’ E ARTE)

Autore: Fabrizio Basagni

Relatore: prof. Martina Corgnati

Correlatore: prof. Giovanni Castaldi

Estratto pubblicato su autorizzazione dell'autore.

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Lewitt e Soutter: Il Concetto e l'Inconscio - Parte prima

Scritto da Redazione.

PARTE I:

Introduzione / L'arte Espressiva e la Superarte / Outsider Art

 

Estratto dalla tesi di laurea di Fabrizio Basagni - Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, 2010.

Titolo: LEWITT E SOUTTER: IL CONCETTO E L’INCONSCIO (RAGIONE, VOLONTA’ E ARTE)

Autore: Fabrizio Basagni

Relatore: prof. Martina Corgnati

Correlatore: prof. Giovanni Castaldi

Estratto pubblicato su autorizzazione dell'autore.

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Se questo è un corpo, habeas corpus

Scritto da Redazione.

Se questo è un corpo, habeas corpus
(Muss es sein? Es muss sein!)

Autore: Gian Paolo Galasi

 

(Takahiko Iimura, "Observer/Observed")


"Questo linguaggio del corpo che soffre, grida e gode, si articola alla radice stessa di tutti gli altri linguaggi pulsionali, senza che se ne passa fare economia" (Eugénie Lemoine-Luccioni, Psicanalisi della moda)

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Brand Now! You're Tetro! (padre, padre, perché mi perseguiti?)

Scritto da Redazione.

M. Brando interpreta Marc'Antonio nel film "Giulio Cesare", di Joseph L. MankiewiczAutore: Gian Paolo Galasi

Brand Now! You're Tetro! (padre, padre, perché mi perseguiti?)
Atto unico sinestetico

Giro di notte e mi consumo nel fuoco. In esso e grazie a esso. Perché la felicità è seguire i battiti del proprio desiderio, aprirsi il cuore per liberarsi dalle catene. Dalla fame e dal vuoto. Boca. No sueltes la soga. A tu alma. Mi mancano gli abbracci spontanei. Fraterni, o sororali. Che bello vederti, come stai. Non: chissà cosa vuole stavolta. Un periodo sabbatico che dura da troppo tempo. Mi posso riposare, adesso, domani sarà un nuovo incontro, non un'altra manque. Devo vederti, finalmente scorrono le lacrime, perché tu non sei tornato a prendermi ma io sono venuto da te. Chissà, forse nemmeno mi volevi. Sì, siamo scappati tutti e due.

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Una riflessione sul concetto di soggetto in psicoanalisi: un approccio sistemico

Scritto da Dott. Simone Bonfanti.

 

 

1. Introduzione

2. Sulla nozione di soggetto

3. Breve evoluzione della nozione di soggetto nelle teorie psicologiche

4. La teoria sistemica nella comprensione del soggetto

5. Sviluppo e organizzazione del sistema umano

6. L'identità del soggetto: specificità dell'essere umano

7. Alcune conclusioni

 

1.

 

Il problema del soggetto in psicoanalisi è uno di quegli argomenti su cui i teorici di questa disciplina discutono da anni. In questo periodo storico, si è iniziata a concettualizzare una visione del soggetto che riesca a integrare i punti di vista che arrivano dalle varie teorie. Troppo spesso queste ultime sono in contraddizione fra di loro e mancano di un punto di vista integrativo.  Quello di cui si sentiva la necessità era una visione che permettesse di rapportarsi al soggetto integrando i vari punti di vista che arrivano dalla teoria.

 

In questo breve resoconto è presa in considerazione la nozione di soggetto all'interno nelle sue varie sfaccettature: si passa da un'analisi dell'evoluzione del termine a un indagine su come si possa giungere a una visione di insieme che permetta di rapportarsi a un altro essere umano nella sua totalità, come referente unico di esperienza. Si fa riferimento alla teoria dei Sistemi Complessi: si cerca di inquadrare il sistema (essere) umano all'interno di una cornice che tenga conto delle varie dimensioni che lo compongono, al fine di evitare una netta distinzione fra le varie parti, e di vederle come nettamente distaccate fra loro.

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Una diagnosi sbagliata

Scritto da Dott.ssa Giuseppina Ribaudo.

Questa è la storia di Barbara (i nomi sono di fantasia), donna dal fisico sportivo e dall’aspetto trascurato che nasconde una femminilità, evidentemente, non desiderata.
Il giorno del colloquio Barbara si presenta con uno zainetto alle spalle, i capelli grigi raccolti in due trecce lunghe, degli shorts di jeans e una maglietta inneggiante alla pace.
La cosa sorprendente del Nostro primo incontro è quella di avermi consolata mentre io ero in preda alla frustrazione di aver dimenticato le chiavi a casa.
Nel tempo di attesa che il custode trovasse una copia delle mie chiavi l’ho sentita molto vicina al mio senso di smarrimento quasi come se lei si fosse sempre trovata in quei panni.
Quando Barbara si siede davanti a me noto che non fatica ad iniziare a parlare della sua triste e complessa vicenda familiare.
Mi fa leggere il referto firmato da un medico psichiatra del CPS che, a seguito di un colloquio fatto due settimane prima, la ritiene paranoica e delirante, insomma una “fuori di testa”.

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Che funzione hanno i sintomi? Un caso di attacchi di panico

Scritto da Dott. Simone Bonfanti.

Era un uomo di 35 anni che si rivolgeva a me per quelli che lui definiva attacchi di panico. Durante tutta la giornata questo signore era impegnato a contrastare pensieri legati alla possibile insorgenza di questi attacchi: "…e se arriva come faccio, ecco, ecco, sta arrivando... adesso mi tocca fermarmi in macchina in mezzo alla strada…". Inoltre questi attacchi erano accompagnati da pensieri legati alla sfera ipocondriaca: si preoccupava circa la sua salute fisica, pensava di avere qualcosa di organico che gli impediva di poter svolgere la sua vita normalmente. Era sposato e aveva un figlio nato da poco tempo. Mi colpì molto la sensazione che provai fin dal nostro primo incontro: era come se quell'uomo riuscisse ad esserci solo attraverso i suoi sintomi. Mi sembrava che non fosse per niente in contatto con il suo mondo emotivo.

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F. Bacon, “Sono là dove penso di essere, al di là del mio corpo-massa”

Scritto da Redazione.

Autore: Gian Paolo Galasi 

Francis Bacon, Tre studi per un autoritratto (1980)

 

 

 

 

 

"Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione. [...] Dobbiamo aspettarci una proliferazione di malattie immaginarie, che soddisfi il nostro bisogno di una versione corrotta di noi stessi" (James Ballard)

"Nel vostro paradiso io non ci sto" (Philip K. Dick)

"Il famoso vecchio 'io' è per dirla in maniera blanda, soltanto una supposizione, un'affermazione, soprattutto non è affatto una 'certezza immediata'" (Friederich Nietzsche)

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Jackson Pollock, l'uomo nudo

Scritto da Redazione.

Autore: Gian Paolo Galasi

Titolo: Jackson Pollock, l'uomo nudo. L'essenza stessa della visione.

A metà degli anni quaranta Jackson Pollock inizia a dipingere a Long Island su tele di grandi dimensioni. Sistema il granaio dietro la sua abitazione in modo da poter collocare le tele per terra: con una mano tiene il barattolo di vernice, con un bastone o un mestichino scaglia o scuote il colore sulla superficie. "Mi sento più vicino al quadro, ne faccio parte, posso camminargli intorno, o lavorarci da tutti quanti i lati, starci letteralmente dentro.

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Utilità e funzioni della diagnosi in psicoanalisi e suoi rapporti con la diagnosi psichiatrica

Scritto da Dott. Simone Bonfanti.

Per diagnosi psicoanalitica si intende la valutazione delle facoltà generali che costituiscono la personalità di un individuo; la diagnosi psichiatrica, invece, si basa sulla descrizione del quadro sintomatico del paziente.

Attraverso la formulazione della diagnosi si cerca di offrire al paziente una dimensione psicologica. Il materiale raccolto durante il colloquio deve essere organizzato in modo da poter comprendere a fondo i vari aspetti che costituiscono la problematica presentata da lui.

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