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Paura di volare – Parte Seconda: Aspetti teorici e indicazioni

Scritto da Dott.ssa Caterina Belvedere.

Se si consultano le statistiche ufficiali, si osserva che un’ampia fetta della popolazione italiana manifesta una fobia specifica in tal senso, ossia una persistente e irrazionale paura dell’aereo. Si tratta della "AEREOFOBIA", classificata dal DSM IV (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come Fobia Specifica di Tipo Situazionale, facente parte dei Disturbi d’Ansia.

Va sottolineato che l’ANSIA è un correlato della paura (una delle emozioni di base) e, di per sé, non è patologica, ma svolge un’importante funzione adattiva, in quanto consente di riconoscere un pericolo in tempi rapidi e di mobilitare le risorse necessarie a fronteggiare la situazione. Lo stato ansioso è caratterizzato da una consistente attivazione fisiologica (tensione fisica, battito accelerato, difficoltà di respirazione, sudorazione, etc), sintomi che le persone ansiose conoscono molto bene. Si parla di Disturbo quando l’ansia è eccessiva e al di fuori di un reale contesto di minaccia.

Come la signora Giulia ha ben descritto, i sintomi ansiosi iniziano spesso a manifestarsi nei giorni che precedono il viaggio in aereo (ansia anticipatoria) e si intensificano al momento di salire sul mezzo, perdurando in alcuni casi per tutta la durata del volo. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole e la situazione fobica viene evitata, o sopportata con intensa ansia e disagio. Chi ha paura di volare riporta spesso il timore di stare male e di non poter scendere dall’aereo, la preoccupazione di cadere, etc. L’oggetto della paura è proprio la previsione di un danno collegato alla situazione, in genere la paura di morire. Appare evidente come le motivazioni elencate abbiano a che fare con l’assenza di controllo.

Come risulta evidente nel caso in questione, spesso la sintomatologia ansiosa non si manifesta in una sola circostanza, ma le situazioni o gli oggetti della fobia possono essere diversi. Inoltre i sintomi si inseriscono in una struttura psichica che il terapeuta dovrà indagare, in quanto base di partenza per lo sviluppo proprio di quella sintomatologia.

Le spiegazioni del perché la fobia si orienti su specifici oggetti o situazioni possono essere diverse e dipendono dal modello di riferimento. Secondo un approccio psicodinamico, ad esempio, la fobia sarebbe l’espressione di un conflitto, ossia una contemporanea attrazione e repulsione inconsapevole verso quanto temuto, che simbolicamente rappresenta la paura verso qualcos’altro che è dentro di noi.

Secondo le teorie cognitiviste, invece, "gli uomini non hanno paura delle cose in sé per sé, ma del significato che attribuiscono a esse" (Epitteto, 120 d.c.). Rifacendosi ad un antico filosofo, i cognitivisti comunicano così che i pensieri portano a interpretare gli eventi in un modo specifico e questo determina come ci si sente e come ci si comporta. L’ansia sarebbe quindi collegata alla paura che insorge in seguito alla valutazione che facciamo di un pericolo, ossia al significato che gli attribuiamo, e alla valutazione delle risorse di cui disponiamo per farvi fronte. L’intervento di stampo cognitivista si baserebbe sulla messa in discussione dei pensieri disfunzionali e la loro sostituzione. Una tecnica comportamentale molto utilizzata per il trattamento delle Fobie Specifiche è quella della Desensibilizzazione Sistematica Progressiva, ossia l’esposizione graduale e concordata all’oggetto o la situazione temuti che porta a modificare la valutazione erronea dello stimolo e delle proprie capacità di gestione della situazione. In particolare, per quanto concerne la paura di volare, l’esposizione graduale può avvenire attraverso tecniche immaginative, attraverso le quali il terapeuta guida il paziente con l’immaginazione nell’affrontare la situazione temuta. Ancora più semplicemente, l’utilizzo di efficaci tecniche di respirazione o di rilassamento possono bastare in alcuni casi a gestire la situazione ansiogena.

Alcune compagnie aeree organizzano corsi individuali o di gruppo per superare la paura di volare. Nel nostro paese, ad esempio, Alitalia ha istituito il programma "Voglia di Volare" per fornire strumenti utili a gestire l’ansia in volo (www.alitalia.com).

L’intento di questi articoli non è di certo quello di fornire una descrizione esaustiva dell’eziologia della fobia specifica dell’aereo, né delle modalità di trattamento, quanto piuttosto quello di dare qualche indicazione e fornire spunti di riflessione a partire dal caso clinico trattato.

Dr.ssa Caterina Belvedere

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