CATEGORIE DI PSICOPATOLOGIA >>

Stampa

Pornografia online

Scritto da Dott. Mattia Zanin.

La pornografia è la deliberata rappresentazione di materiale osceno focalizzata sul corpo con l’intenzione di creare eccitamento sessuale nell’osservatore. È un tipo particolare di eccitamento, che sottostà ad alcune condizioni garantite dal tipo di fruizione caratteristico della pornografia:

Anonimato.
- Un rapporto allo stesso tempo intimo ed estraneo con il corpo dell’altro.
- La possibilità di rimpiazzare un corpo con un altro corpo.

La tecnologia informatica favorisce tutte queste condizioni eliminando una serie di limitazioni ambientali caratteristiche della “vecchia” pornografia, quali per esempio la forte inibizione data dalla vergogna di acquistare del materiale pornografico in una rivendita, la paura di essere visti da qualcuno, o il rifiuto di agire un determinato ruolo (quello di fruitore di pornografia) a contatto diretto con la società (rivendite, cinema, ecc.).
Sicuramente l’anonimato è la componente che più ha favorito la diffusione della pornografia nella rete internet, al quale si sono poi aggiunti nel tempo tutti gli strumenti che la rete ha di volta in volta proposto soprattutto in termini di interattività(chat, video-chat, social networking, ecc.).

La pornografia online ha permesso soprattutto agli adolescenti una maggiore libertà (corrispondente ad un minor controllo, sociale e familiare) di accesso al materiale pornografico, sotto forma di siti web o di file scaricabili (video, film..). Da notare il fatto che diversamente dal passato è molto più frequente incappare involontariamente nella pornografia, soprattutto attraverso lo scambio di file fra gli utenti della rete: per esempio dietro il titolo di un film potrebbe nascondersi un file a contenuto pornografico. Questo meccanismo sicuramente favorisce, a livello statistico, un aumento di nuovi utenti della pornografia, includendo quella percentuale di individui che non avrebbero ricercato attivamente del materiale pornografico, ma trovandosi accidentalmente di fronte ad un primo stimolo lo ricercheranno in futuro. Le motivazioni principali dell’incremento di fruizione sono tuttavia riscontrabili principalmente nella facilità di accesso e nella garanzia di anonimato.

L’esposizione alla pornografia è molto più comune fra i maschi rispetto alle femmine ed è spesso ricercata come stimolo masturbatorio, con picchi soprattutto fra i maschi adolescenti ed un lento decrescere dopo i trent’anni. I dati mostrano il cambiamento in atto a partire dalla relativamente recente comparsa della pornografia online, basti guardare alla differenza fra le fasce più giovani della popolazione e quelle più anziane per quanto riguarda le “esposizioni alla pornografia nel corso della propria vita”. Se fra gli ultrasessantenni, maschi e femmine, si trova una consistente percentuale di individui che non è mai entrata in contatto con la pornografia (36%), è altrettanto vero che fra i giovani adulti l’80% ha avuto almeno un contatto con la pornografia e fra i giovani adulti maschi la percentuale sfiora il 100%. Un altro dato che sottolinea la portata del cambiamento è riferito alla percentuale di adolescenti femmine che fanno uso di pornografia, il 20%.

La rete ha inoltre creato nuovi tipi di pornografia, favorendo all’utente la possibilità di “partecipare” in prima persona alla messa in scena pornografica, sia attraverso contenuti testuali (chat), sia attraverso la pubblicazione di propri video amatoriali. In questo modo non solo il voyeurismo ma anche l’esibizionismo può ottenere soddisfazione. Una soddisfazione sempre mediata, sempre controllata e controllabile, potenzialmente sempre anonima. La natura ipertestuale del web amplifica il terzo dei criteri indicati all’inizio, la “possibilità di rimpiazzare un corpo con un altro corpo” e lo velocizza aumentandone i parametri di gestione. Se già con le riviste vi era la possibilità di girare pagina o tornare indietro, in internet la sequenzialità è qualcosa di lontano e in disaccordo con lo stesso medium. Ogni possibile logica temporale del cosiddetto “rapporto sessuale” viene spezzata dal sempre possibile click del mouse, cosicché si può “partire dall’orgasmo per arrivare alla svestizione”, alzare o abbassare il volume, interrompere o riprendere la “riproduzione”, ecc. Tutto ovviamente senza il necessario consenso dell’altro, o attraverso forme di consenso mediato.

Soprattutto la possibilità di prendere visione di video amatoriali può creare negli adolescenti (e non solo) una percezione distorta delle relazioni sessuali. Tali contenuti hanno un forte carattere di “realtà”, diffondendo modelli e pratiche sessuali che non essendo filtrati dalla regia e dal montaggio cinematografici perdono ogni connotato di finzione e vengono maggiormente percepiti dall’utente più impreparato come pura “normalità”. Il contenuto audiovisivo, perlopiù organizzato e categorizzato da un sito web, ha un forte potere di legittimazione socio-culturale: una perversione, un’esagerazione, come anche un abuso, vengono percepiti come socialmente accettati e magari anche incoraggiati in quanto permessi, ordinati e rintracciabili nel sistema dei media. Questi meccanismi incoraggiano inoltre un continuo spostamento verso l’estremo, verso la ricerca di quel qualcosa di proibito che sposta il suo confine eccitante sempre più in là.
Recentissima l’introduzione in rete di siti che rispecchiano in tutto e per tutto la forma e i meccanismi dei più importanti social network, ad imitazione di Facebook, ma a contenuto totalmente sessuale: ovvero per gli utenti che vi si iscrivono l’obiettivo dichiarato è guardare, mostrare, contattarsi, categorizzarsi per interessi e pratiche sessuali, e magari incontrarsi anche nel mondo reale (possibilità che, come la cronaca insegna, comporta notevoli rischi).
La natura globale della rete rende quasi impossibile un controllo istituzionale su queste nuove forme di veicolare e innovare la pornografia. La riflessione più importante, tuttavia, non dovrebbe essere tanto sulla limitazione dell’industria pornografica, quanto sugli effetti di questi contenuti sullo sviluppo psicosessuale e affettivo dei bambini e degli adolescenti.

 

Fonti dati statistici:

American Journal of Semiotics (1989). Special issue on pornography, (6) (4), 12–180.

Haeggstroem-Nordin, E., Hanson, U., & Tydén, T. (2005). Associations between pornography consumption and sexual practices among adolescents in Sweden. International Journal of STD & Aids, (16) (2), 102–107.

Laumann, E. O., Gagnon, J. H., Michael, R. T., & Michaels, S. (1994). The social organization of sexuality: Sexual practices in the United States. Chicago: University of Chicago Press.

Lo, V.-h., & Wei, R. (2005). Exposure to internet pornography and Taiwanese adolescents’ sexual attitudes and behavior. Journal of Broadcasting and Electronic Media, (49) (2), 221–237.

Traeen, B., Spitznogle, K., & Beverfjord, A. (2004). Attitudes and use of pornography in the Norwegian population 2002. Journal of Sex Research, (41) (2), 193–200.

Questo sito utilizza i cookie darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità. Continuando a navigare in questo sito, concordi con l'utilizzo dei cookie. Scopri di più sui cookie nella pagina informativa.